Le tue immagini WordPress viaggiano a mosaico. Chi le ruba trova solo tessere mescolate.
Bender è il plugin che protegge le foto del tuo sito da scraper, bot di training AI e furto diretto, senza toccare SEO, velocità o esperienza dei visitatori umani.
- GPL-2.0-or-later
- PHP 7.4+ · solo GD, zero dipendenze
- ~4 KB di CSS/JS
Ogni immagine che pubblichi è già scaricabile da chiunque
Scraper e bot di massa
Script come wget o scrapy raccolgono ogni <img src> del tuo sito in pochi secondi, senza che tu te ne accorga.
Training di modelli AI
Crawler di dataset per modelli generativi indicizzano immagini in blocco, spesso ignorando le richieste di opt-out.
Hotlinking e furto diretto
URL hi-res in chiaro nell'HTML significano che chiunque può linkare, riusare o rivendicare come proprio il tuo lavoro.
Come funziona Bender in tre passaggi
All'upload (o dalla Libreria media), Bender genera automaticamente una versione a mosaico e una versione firmata di ogni immagine.

1. Immagine originale
Il file caricato in Libreria media, in alta risoluzione, così come lo carichi tu.

2. Atlas a mosaico
Griglia N×N permutata e specchiata via HMAC-SHA256 → Fisher-Yates con chiave segreta per-immagine. Un solo file cacheable da CDN, illeggibile se scaricato così com'è.

3. Low-res firmata
Watermark visibile diagonale, IPTC di copyright letto da Google Images e, in Pro, firma forense invisibile via steganografia LSB.
Nel browser, bender attende che l'immagine entri nel viewport, scarica l'atlas, chiede la mappa di ricostruzione al proprio endpoint REST con un token HMAC a scadenza, e ricompone il mosaico su un <canvas> con dissolvenza sopra la low-res sfocata (effetto blur-up, LCP-friendly). Senza JavaScript resta sempre visibile la low-res nitida e firmata: mai un'immagine rotta.
Cosa blocca davvero (e cosa no, in tutta onestà)
| Attacco | Esito | Perché |
|---|---|---|
| Scraper HTML / bot di massa | ✅ Bloccato | nell'HTML c'è solo la low-res watermarkata |
| Tasto destro → Salva immagine | ✅ Bloccato | il canvas non è un file; contextmenu e drag disabilitati |
| Hotlinking dell'alta risoluzione | ✅ Bloccato | l'URL hi-res in chiaro non esiste; l'atlas hotlinkato è un mosaico |
| Download dell'atlas | ✅ Inutile | tessere permutate e specchiate: ricomposizione manuale impraticabile |
| Enumerazione delle mappe via REST | ✅ Mitigato | token HMAC a scadenza, rate limiting per IP |
| Screenshot (umano o browser headless) | ❌ Non bloccabile | ciò che lo schermo mostra è catturabile, con qualunque tecnologia |
Per questo Bender firma sempre, oltre a nascondere: watermark visibile, IPTC e firma forense LSB rendono la paternità dimostrabile anche quando una copia sfugge. La protezione tecnica alza il costo del furto; la firma lo rende perseguibile.
I vantaggi anche senza "sicurezza assoluta"
SEO intatta, anzi migliorata
La low-res è un vero <img> con alt, indicizzata da Google Images, con IPTC che abilita il badge "Licenziabile".
Performance
Un solo file atlas per immagine, lazy-load con IntersectionObserver, blur-up senza layout shift, CSS/JS ~4 KB senza dipendenze.
Anteprime social pulite
Open Graph e Pinterest mostrano la low-res firmata: ogni condivisione diventa pubblicità con il tuo nome sopra.
Fallback totale
Senza JavaScript o su errore di rete resta visibile la low-res nitida e watermarkata. Mai un'immagine rotta.
Free su WordPress.org, Pro quando ti serve di più
Bender Free
€0
- Griglia di scomposizione base
- Watermark visibile diagonale
- Metadati IPTC di copyright
- Protezione automatica sui nuovi upload
Facile da installare
Consigliato
Bender Pro
€9,99 / sito
- Tutto quello incluso in Free
- Watermark forense invisibile (steganografia LSB)
- Protezione bulk sull'intera libreria media
- Griglie di scomposizione più fitte
- Supporto prioritario via email
Protezione migliore
Domande frequenti
Bender è un plugin WordPress che protegge le immagini dal furto: le scompone in un mosaico illeggibile per scraper e bot, mostrando ai visitatori una ricostruzione live via canvas e ai motori di ricerca una versione low-res firmata con watermark e metadati di copyright IPTC.
Blocca scraper automatici, hotlinking e il tasto destro 'Salva immagine', perché nell'HTML non esiste mai un URL hi-res in chiaro: c'è solo un atlas con le tessere permutate, inutile senza la mappa di ricomposizione protetta da token HMAC. Non può impedire uno screenshot, perché nessuna tecnologia web può farlo: per questo ogni immagine resta comunque firmata con watermark visibile, IPTC e steganografia forense LSB.
In alcune configurazioni di hosting no: se l'atlas a mosaico viene servito da un dominio separato senza header CORS, il browser blocca direttamente i metodi. Ma questo dipende interamente dalla configurazione dell'hosting, che Bender non controlla, e su un tipico sito WordPress a dominio singolo non è attivo — consideralo un possibile bonus, non una garanzia. Proprio per questo ogni immagine resta comunque firmata: watermark visibile, metadati IPTC e, in Pro, steganografia forense invisibile mantengono la paternità dimostrabile anche se un'estrazione completa dovesse riuscire.
No: la SEO resta intatta, anzi migliora. La versione low-res è un vero tag <img> con alt, indicizzabile da Google Images, con metadati IPTC che abilitano il badge ‘Licenziabile’. Le prestazioni restano leggere grazie a un unico file atlas per immagine, lazy-load con IntersectionObserver e blur-up senza layout shift; CSS e JS pesano circa 4 KB senza dipendenze.
Vede sempre la versione low-res nitida e watermarkata: non c'è mai un'immagine rotta. La ricostruzione in alta risoluzione via canvas avviene solo se JavaScript è attivo.
Bender Free include griglia base, watermark visibile e metadati IPTC. Bender Pro (9,99€) aggiunge il watermark forense invisibile via steganografia LSB, la protezione bulk sull'intera libreria media, griglie di scomposizione più fitte e supporto prioritario.
Sì: basta allineare la durata di validità del token (24 ore di default) con la durata della cache di pagina, così i token nelle pagine servite dalla cache restano validi fino alla scadenza.
No: richiede solo PHP 7.4 o superiore con l'estensione GD, presente di default su qualunque hosting WordPress standard.
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